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lunedì, settembre 28, 2009

i farabutti?

torno da budapest e dimentico delle mie schermaglie dialetttoche compro repubblica.

dentro ci trovo due opinioni meditate, arzigolate, alla fine errate.

una è di ilvo diamaneti e parla del fenomeno dei farabutti, questi tizi che si fotografano e mandano le loro povere foto a republica facendosele pubblicare.

parla di facebook, della rete, di questi che si uniscono attorno a delle foto e al sito di repubblica quasi come se fosse una nuoa  opposiuovi gruppina di ilvo diamanti che palra dei farabbuti come se fossero un popolo mediatico nuovo che si confonta e si oppone a quello berlusconiamo come una nuova oppsizione che sta nascendo.

sociologia da accatto, e soprautto una storia di sguardo positvio verso una reazione al berlusconismo che è proprio il trionfo del berlusconismo invece, la deriva alal zelig, appunto un programma di punta di mediaset, un escamotage alla striscia la notizia, vera colonna del berlusconi pensiero travestito da imparzialità.

un altro editoriale difende travaglia a priori, per me travaglio ha tutto il diritto di palrare quando vuole, am non ne farei l'ere, una sinistra che lotta per il contratto di travaglio mi sembra ridicola.

travaglio, normale redattore che non è mai stato un genio, di destra, che si trova ad essere l'eroe della sinistra democratica e dei farabutti.

su un altra pagina di repubblica sdi parla del voto del pd e c'è un bell'articolo di quelli che raccolgono le opinioni degi intellettuali di area.

una volta c'èera moravia e pasolini, ora scurati e  de carlo.

ecco il declino italiano.

 

torno da budapest e anchew lì orma

Editato con tanti refusi da paolocam alle 21:28

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domenica, settembre 20, 2009

motorini e coretti
passano motorini con ragazzi che gridano canti da stadio pro roma o pro lazio, lo fanno spesso di notte nei weekend, anche se non c'è partita, anche se non ci sono match importanti. a volte lo fanno anche d'estate, quando il calci dovrebbe essere una cosa lontana, specie in periodi in cui perfino il calcio mercato ha fasi di stanza.
questi cori li ho sentito solo a roma, in nessun altro posto al mondo, e lo dice uno a cui piace il calcio in modo patologico.
ecco io penso che questo spiega più di tutto.
L'italia si spiega da questo cari amici lettori di repubblica, e non dai vizi e dalle veline, e roma dell'itlaia è il giusto centro.
come diceva de gregori, una cagna in mezzo ai maiali.

Editato con tanti refusi da paolocam alle 02:49

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venerdì, settembre 18, 2009

i mercati

 a tallinn c'era questo mercato dietro la stazione, le bancarelle vendevano di tutto, cose apparentemente inservibili , vecchi oggetti sovietici, divise, vestiti, computer anni '80.

c'era gente alla ricerca di piccoli affari, vecchie che vendevano poche cose, poche frutte, poche verdure, che stavano largeh sul tavolo e così acquisivano involontariamente un valore di pregio.

Ci sono tornato tre volte in tre girni, sono diventato un fanatico collezionista di spille dei tempi dell'unione sovietica, nula con falce e marttello e roba del genere,  non sono un nostalgico di uel genere, spille con sopra atleti delle olimpiade del 1980, bellisime grafiche del passato.

Mi piacciono i vecchi mercati, sono un modo di uscire dal presente. Mi paice cercare fra vecchie foto di sconosciuti degli anni '60.

 

Editato con tanti refusi da paolocam alle 11:08

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mercoledì, settembre 16, 2009

I farabutti di repubblic

su repubblica i lettori mandano foto, con cartelli con su scritto farabutti, prendono in giro l'ultima dichiarazione di berlusconi. repubblica gli da spazio sul suo sito web mostrando le loro foto.

hanno fatto così gia in altre occasioni in cui c'era una reazione immediata e goliardica allle dichiarazioni stupide o insensate di silvio berlusconi.

ecco, queste foto mi fanno tristezza e tenerezza. tristezza perchè riconosco in quelle brave facce di lettori borghesi quel buttarla sul ridere che ha attanagliato l'opposizione del paese.

insomma la goliardia della litizzetto, del basso cabaret di zelig, di gino e michele delle formiche o dell'ultimo paolo rossi.

un pubblico a cui fanno ancora ridere i gialappa's.

 

 

Editato con tanti refusi da paolocam alle 18:43

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martedì, settembre 15, 2009

della campagna stampa di repuvbblica sulla libertà di stampa

ho un problema coi giornalisti, una volta volevo diventare giornalista,  quando ero giovanissimo e ingenuo e stupido, insomma in un'altra vita.

ora so benissimo cosa significa essere giornalista, se sei potente puoi essere un farabutto, un bandito, un ricattatore (tipo feltri per intenderci), puoi essere una cortigiana buona per ogni stagione (la palombelli),

se sei un piccolo giornalista puoi essere arrogante quandto vuoi, ma sei solo una pedina, una vittima.

vittime o carnefici, i giornalisti sono una razza pericolosa, lo diceva balzac all'alba del giornalismo, sono pericolosi perhè illudono la gente che ci sia la democrazia, illudono la gente di avere potere, e  i cotnrogiornalisti non sono quasi mai diversi.

e allora finise che ti trovi con un giornale come repubblica che continua a fare liste di nomi disparati pensando di combattere qualcosa o qualcuno.

ieri muccino e la montalcini, oggi due premi nobel, costa gravas e chissà chi.

 

Editato con tanti refusi da paolocam alle 14:45

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mercoledì, settembre 09, 2009

vedendo un vecchio spot di mike bongiorno che lanciava una marca di grappa e una vecchia siglia di un programma di jocelyn vedo un accumulazione di avventure incredibili.

mike che fa il sub, poi fa slittino, poi sci di fondo, poi è su una mongolfiera, alla fine alpinismo ed è sopra una vetta di una montagna delle Alpi.

jocelyn è con dei leoni, poi su un motaoscafo, poi con uan corda legata a un elicottero in volo, poi ancora con un elefante, poi sul ghiaccio, poi cammina in mezzo ai tronchi in un fiume tropicale.

attivismo fine anni '70, inizio anni '80, musiche serie o elettroniche, nelle sigle e negli spot nessuna ironia, l'avventura era una cosa seria.

ora tutti sono cinici e sarcastici, nessun ingenua fiducia, tutti vedono solo il lato comico delle cose.

 

 

Editato con tanti refusi da paolocam alle 22:52

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mercoledì, settembre 09, 2009

Odio il centro storico di roma il pomeriggio, lo odio se ci passo  in mezzo al pomeriggio, diciamo dalle quattro alle sei e mezzo.

odio le facce soprauttto, gli autisti delle auto blu parcheggiate nelle piazze, con lenti da sole sulla faccia, espressioni circospette o vuote.

gli uomini eleganti che camminano e che bazzicano la politica, li trovo nelle librerie, a volte sono in camicia, e in questo caso potrebbero essere dell'opposizione, a volte sono giornalisti e non sono meglio.

tutte queste brutte facce italiane le vedi, e non c'è nulla di buono da sperare. negli anni '60 gli italiani  avevano belle facce, me ne accordo quando vedo vecchi film e vecchie foto.

adesso gli italiani hanno delle terribili brutte facce, e non importa la pettinatura, nè il taglio dell'abito, nè se sorridono o non sorridono.

 

 

 

 

Editato con tanti refusi da paolocam alle 18:44

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martedì, settembre 08, 2009

Mike

Mike bongiorno me lo ricordo da piccolo, è sempre piaciuto a mio padre, piaceva anche a me fin quando ho avuto 11-12 anni, era impossibile non vederlo il giovedì sera, poi mi era diventato insopportabile credo.

i suoi programmi erano concilianti, lui era troppo formale,  iniziavo a diventare adolescente, da allora se lo vedevo era per sbaglio o solo se andava a sanremo, il quiz man mano diventava fuori moda, non era più da prima serata, ma era pomeridiano, poi da mezzogiorno, poi passava da canale 5 a rete quattro.

poi ultimamente fiorello lo aveva riscoperto come spalla comica, ed era diventato con l'età molto meno cauto, nelle interviste si raccontava di più, mostrava il suo lato sarcastico.

l'ho visto dal vivo un paio di mesi fa, dovevo seguire da producer un promo che faceva con fiorello per sky, giocava a fare il rimabambito, si faceva un pò prendere in giro, sembrava simpatico.

ora che è morto, rivedo le sue interviste, la sua fortuna è stata morire ad inizio settembre così non vediamo le ricostruzioni fatte da altri sulla sua vita.

racconta di lui, un infanzia benestante ma poco felice, poi il ritorno in italia, poi i mesi di prigionia durante la guerra, a san vittore, poi in un campo di concentramento, e poi lascia e raddoppia, il successo, la follia riuscita della tv commerciale, e poi il polo nord, l'alpinismo.

dice delle cose molto intelligenti con grande umilità, cosa che non conoscono i giornalisti, dice di tortora che parlava forbito, usava perfino il francese, mentre lui parlava terra terra perchè non era colto come lui, e lo dice senza tono compiaciuto.

un perfetto uomo medio che ha vissuto una vita molto più valida della media, e questo la maggior parte degli uomini non lo può accettare.

 

 

Editato con tanti refusi da paolocam alle 23:59

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lunedì, settembre 07, 2009

oggi inauguro una rubrica in cui giudico i film dai trailer, a votle si sbaglia, ma mi sembra spesspoiiù preciso come pregiudizio delle recensioni dei critici cinematografici, poche righe per ogni film.

1) il grande sogno di michele placido. la locandina e il titolo già non fanno sperare nulla di buono, il trailer distrugge le ultime speranze. scamarcio scimmiotta placido in una parte autobiografica, michele è stato poliziotto liberale, nel trailer sembra un pò piu di sinistra, a Roma durante il '68. le scene di contestazione sembrano le famose scene di contestazione patinata citata da moretti in sogni d'oro come presa in giro dei registi post sessantottini. sono passati quasi trent'anni e ancora va di moda un '68 patinato. voto: 2

2) una soluzione razionale. film nordico, musica forse troppo presente, ma montaggio perfetto, facce e tempi giusti, si tratta di una relazione a tre o quattro che cercano di gestire i protagonsiti in modo aperto.

il film potrà essere anche una delusione, ma il trailer merita la sua visione. voto:8

3) cosmonauta. ecco quei film che fanno arrabbiare, perchè ti rubano un titolo che avrresti  potuto usare, ri rubano male un'idea per la locandina, e delle imamgin d'archivio dell'unione sovetica che un giorno ti sarebbero potute essere utili.. affrresco d'epoca molto zoppicante mescolate a una stoirella d'amore dei tempi del....'68, si ancora '68.

fotografia e ricostruzione alla muccino, produzione solida fandango, una batturta di rubini rieptuta due volte in testa e in coda al trailer. voto: 3

 

 

 

Editato con tanti refusi da paolocam alle 21:59

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lunedì, settembre 07, 2009

Il libro degli ospiti

in finlandia ogni posto aveva il libro degli ospiti, quello che in Italia trovi solo nei musei, e nemmeno in tutti, quel librone su cui puoi scrivere qualcosa sulla mostra che hai visto, un commento.

In finlandia non c'era solo nei musei, ma anche in ogni posto dove dormivamo, sia che fosse un ostello, uno chalet in riva al lago o un albergo.

e poi lo vedevamo in posti impensati: chiese, mostre improvvisate, se non ricordo male perfino qualche ristorante.

a volte era un librone, altre volte un quadernone, in ogni caso dentro la gente ci scriveva delle frasi. ognuno nella sua lingua, quasi sempre entusiaste e di approvazione.

rari, e solo nei musei, le frasi polemiche, e allora si aperiva un surreale dibattito fra chi scriveva la frase prima e chi la frase dopo.

io non so scrivere sul libro degli ospiti, però mi piaceva leggere tutte queste frasi, soprauttto negli alberghi i "siamo stati benissimo", i  " ci avete fatto sentire come a casa", letti la mattina prima di andartene via e dopo colazione, avevano qualcosa di molto rassicurante.

Sarebbe bello avere un libro degli ospiti personale, dove  tutte le persone che ci conoscono, anche per poco, possano avere la possibilità di lasciarci una frase

Editato con tanti refusi da paolocam alle 11:20

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